La poesia è il salvagente cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.

Kahlil Gibran

Poesie del 2003 e 2004

                                                        Anche...
                                                   
                                                 
                                                  Anche la musica
sembra un peccato,
in quest’afa di luglio.
Un calore soffocante
che ti tappa la bocca,
ricacciandoti dentro
anche lo sfogo del pianto.
Non senti né musica,
né voci,
nemmeno la tua.
Continui a pensare…
A pensare!

E questo caldo,
ti tappa la bocca,
come il mostro
di una pellicola horror.
E’ un’estate cattiva.
L’estate!?
Ma forse sei tu
Che sei più cattiva.

Giocattoli ovunque.
Ci sei ancora tu.

Mettiamoci un punto
per ora.

Chissà…
Quella musica mi è sempre piaciuta!

***
Marinetta






E' da millenni 


Ho pianto tutto il giorno.

Come un bambino
che si è smarrito nel bosco…
Hansel e Gretel,
devono aver pianto così.

Ho pianto tutto il giorno,
e poi mi son nascosta
dentro al sonno.
Ho chiuso gli occhi,
li ho stretti forte,
perché immagini contorte
non venissero a bussare.

Ho cercato la carezza,
forse immaginata,
o forse vera,
di chi è diventato
quel ricordo antico.

Ho trovato un po’ di pace…
Ho sentito la tua voce.

I sogni
si sono solo addormentati,
insieme a me…
Forse ho poco tempo,
o forse tanto.

Domani…
Ho pianto tutto il giorno,
ma poi,c’è anche domani…
Il mistero del futuro.

Io la uccido la speranza,
ma lei non muore…
E’ nel mondo da millenni.

***
Marinetta








Lo chiamano amore

Lo chiamano amore,
ma forse è solo sesso.

Lo chiamano sogno,
e forse è solo desiderio.

Le chiamano emozioni,
ma forse
son luci artificiali,
che riflettono stanchi bagliori
dentro al cuore.

Lo chiamano amore,
ma sento che lo sporcano,
quasi lo offendono.
Però lo … Chiamano,
lo cercano per non morire,
quasi fosse l’elisir di lunga vita.
Lo chiamano amore
e si mescola e si impiastra
di sguardi e mani che toccano
e schiaffeggiano
l’anima stupita.
All’ennesima caduta,
ti chiedi,
come devi chiamarlo,
quel sogno disperato , confuso …
Quel sogno , a volte ,
avvolto nella nebbia…
Come devi chiamarlo!

Così lo chiami amore ,
non sapendo più
che altro nome dargli.
Sporcato , bagnato ,
violentato
o saturo di caldo piacere,
lo chiami amore …
Non lo sai più ,
che altro nome  dargli.

***
Marinetta







Alla mia amica Stefania

Risento la tua voce…

E sorrisi colorati,
li tengo qui,
sulla parete.
Ho tappezzato di parole,
di pensieri,
quest’angolo di vita.
Istanti di emozioni
E silenzi lunghi.
Qui, sulla parete
I fiumi di pensieri
E la vita che continua.

Interminabili caffè…
Qualcuno
un po’ troppo amaro.
I nostri caffè
Come adesso,
qui da sola,
il suo profumo…

E quel sorriso
che mi guarda
dalla parete bianca.

Arriva al cuore.

*****

Marinetta


 

 

 





Amico mio


Io non c’ero quel giorno,
ma era pesante lo so.
Eri solo,
e l’hai dovuta trascinare,
da solo.
La mia,
sì, la croce mia
forse è cartapesta,
eppure…
E’ un macigno
Amico mio,
un macigno.
E lo vedi,
io ti sto chiedendo aiuto,
io, che porto questa croce
che è di cartapesta.
Eri solo.
Ora son sola anch’io,
Amico mio.
Ho perso le parole,
ho con me un cuore grande
e poi silenzio e mare.
Un cuore grande…
Il tuo era l’immenso,
il cielo e terra insieme,
ma era sangue e dolore.
Ci hai fatti grandi e piccoli,
lucenti come stelle,
se luce dentro non spegniamo.
Ci hai fatti per l’amore.
Amico mio,
forse ti raggiungo
sulla strada che saliva,
ho paura…
Tu non mi lasciare.

*****
Marinetta











I miei sogni

I miei sogni
erano le mie certezze
e le mie speranze.

Erano un acquerello delicato
e  foto di paesaggi…
Erano vivaci ,
ed erano i sorrisi dei tuoi anni.

I sogni…
M’hanno fatto tanto male,
m’hanno colpito al cuore…

Ma la morte
non arriva mai quando la cerchi …

Ho le tasche vuote,
non ho più nulla
e nulla voglio.

Solo una cosa ,
cucciolo mio ,
vederti andare in alto
con nel cuore
l’amore per la vita.
Ho le tasche vuote…
E’ rimasto
un foglio spiegazzato ,
con su scritto
il nome tuo.

***
Marinetta







Quelle come me …

Quelle come me,
restano da sole.
Senza volerlo,
gli altri…
Quelli a cui
avresti messo
il cuore tra le mani,
senza volerlo,
se ne vanno.
E tu resti da sola.

Quell’uomo,
a cui avresti dato
il mondo intero ,
se solo avessi potuto…
Senza volerlo,
magari senza un perché,
se ne va per la sua strada.
E tu ,
resti da sola.
Quelle come me,
che parlano senza parlare,
che ti guardano
e ti lasciano la foto
dentro al cuore,
io ,
non lo so dire il perché,
ma restano da sole.
Son donne ,
fuori moda ,
sanno fare tante cose ,
o forse nulla ,
e sanno volersi bene poco …
Ma a te,
se l’incontri ,
te ne vorranno fino in fondo,
come solo loro sanno fare,
anche se tu,
senza volerlo
le lascerai da sole.

*****
Marinetta

  




Terra di rugiada

Parlami ancora.
Raccontami i pensieri
che volano sui tasti.
Vorresti imprigionarli
dentro le parole,
spesso non ci stanno.
Volano troppo in alto.
Ma tu …
Parlami ancora.
Dell’erba del mattino,
del silenzio,
del presente
che rimane un chiaro-scuro.
Parlami ancora,
dei tuoi occhi che sognano.
Del bene che mi vuoi.
Parlami.

E poi ,
sporcati le mani
di terra bagnata.
Cammina,
o fermati con me.
Sporcati le mani…
Di terra , di te.

Un sorriso ,
due occhi …
un nome …
“ terra di rugiada”

***
                                                                     Marinetta


 

 

 

Bella davvero


Ma…

Se fosse
che la vita è bella lo stesso,
anche senza il sorriso
di tutta la gente che incontri…
Ma…
Se fosse che la vita
ha ancora un senso,
anche senza la musica
che il mondo non vuol più sentire
e che da qualche parte
nel cuore,
nel corpo ancor forte,
torna a suonare…
Se fosse
che la vita ti pervade comunque,
oggi si chiama anche rabbia,
e ti ha spento il sorriso…
Ma…
Se fosse, che c’è…
C’è ancora,
prepotente
e ti chiama.
E’ presuntuosa ed altera…
Ma se fosse comunque,
importante,
crudele talvolta,
ma capace di accenderti ancora.
Un fuoco,
calore , tepore
e poi torna ad esser dolore.
Ma se fosse…
Comunque…
Meravigliosa.
Se fosse
quell’unica cosa importante
che mi resta da amare…
Seduce,
ti affascina ancora,
è come una strega,
nobile e bella.
E se fosse…
E’ arrabbiata per il mio pianto,
lei,
così bella…
Bella davvero!


***
Marinetta



Una notte d’estate



E poi ,
un gelato,
un bicchiere di vino ghiacciato.

Risate e canzoni
E la notte,
più lunga.
Non deve finire.
Mani , sorrisi
e dirsi … Te lo ricordi !?

Castelli …
Castelli come
di tanti granelli…
Fatti di noi,
in una notte un po’ pazza.
Insieme …

Un gelato,
un bicchiere di vino ghiacciato.
E poi,
l’alba,
ha i colori del nuovo,
del tempo che va.

Forza,
un’altra canzone ,
la notte non deve finire.

Risate e canzoni,
la notte è nostra così ,
ancora di più …

 Castelli di sabbia
e di sogni,
di quelli portati nel cuore
per tutta una vita,
di quelli che son miele
in giorni più amari…
Raccontiamoli ancora!

…Insieme

E poi…
L’alba,
che ha i colori del nuovo
del tempo che va.


                                                                         *****


Marinetta 
- 2003 -

Sfumature

Non ha suono
quello che è scritto
nel profondo di uno sguardo.
E’ … un colore delicato, sfumato.
Sfumature trasparenti.

Le appoggio sulle ali di rondini
che volano allegre,
in una sera di maggio.

Sfumature.

E se ne vanno.
Girotondi nell’immenso.

Andranno a trovare l’estate.
***
Marinetta  2004


Pomeriggio d’autunno


Tra foglie ingiallite
e gocce di pioggia,
tra colori sfumati
dall’ocra al verde un po’ cupo,
tra fruscii silenziosi
e respiri vicini,
tra labbra che chiedono
e pensieri annullati…
Tra noi , né veli,
né parole stupide e inutili…
Tra foglie e gocce di pioggia
in un bosco mai visitato,
tra foglie e respiri,
le mani hanno alzato sipari
che coprivano pesanti
quell’unica,
incontenibile,
voglia di amarsi.
Genuina,
pulita,
colorata,
silenziosa
Bagnata…
Come foglie di un bosco
che si è colorato di autunno.
E mai , il cielo
fu  più sereno,
in un umido pomeriggio d’autunno,
come quello che ci ha visto
vicini , nell’anima,
che non osa pensare,
a quanto immenso e incredibile…
Potertelo dire…
Che sei tutto questo,
in un meraviglioso
pomeriggio, bagnato ,
d’autunno.

***



Marinetta

2004



Alla persona speciale che è nella mia vita …
Spero tu possa tornare a leggerla anche qui




Aggrappati al mio cuore

Aggrappati al mio cuore.

Non so se ce la farà,
fino a quando,
ma sembra essere
il solo ramo forte
che ancora può resistere.

Aggrappati al mio cuore,
malandato,
un po’ sgualcito
e non so come,
sa parlare ancora.

Dicono,
che il cuore delle donne…
Lascia stare,
forse non è vero.
Il meccanismo è sempre lo stesso,
inutile parlarne.

L’anarchico di sempre,
io non ti contesto,
o forse sì…
Qualche volta mi fai rabbia!

Mi fai rabbia,
e riesci a farmi piangere.
Ma son per me
quei goccioloni da bambina
che scivolano giù,
si appoggiano su labbra mute.
Sono per me.

Io non parlo.
Sì, sono qui…
Aggrappati al mio cuore.
E’ per un istante,
eppure,
in quell’istante piccolissimo
son la sola al mondo,
l’unica a stare insieme a te.
Aggrappati al mio cuore.
Lui,
è pazzo più di te.

*****
Marinetta



All’imbrunire…

All’imbrunire,
il vento d’aprile
dolcemente
alzava la tenda bianca,
appena lavata
e la lavanda
sembrava essere lì,
come in un prato.
La tenda bianca,
come il velo
leggero di una sposa…
Insieme al vento.

L’ultimo sguardo,
tutt’intorno,
prima di chiudere la porta.
Sembrava ancora ,
la stanza dell’amore.
Sembrava…

L’ultimo sguardo
al crocifisso in ferro
appeso alla parete,
prima di chiudere la porta.
Sembrava ancora,
quello che era stato ,allora,
il rifugio
ed il riposo.
Il vento leggero,
accarezzava il copriletto,
e lui,
rimaneva  là,
mentre piano, tu
chiudevi la porta.

***
Aprile 2004


MARINETTA



Aprile abbraccia…

Aprile abbraccia il vento,
quello dolce della primavera,
ma oggi sembra quasi freddo
mentre apre la mia giacca
e spinge in alto il mio foulard.
Sembra sia sceso giù da Campitello,
questo vento stamattina.

E chiudo la mia giacca,
mentre il foulard
è sempre più ribelle.

Aprile abbraccia il verde delicato,
e il fiorire prepotente,
tutt’intorno.
Aprile abbraccia il cuore,
mentre la campana s’è azzittita.
Il grano è verde
davanti al velo bianco
che avvolge il simbolo
di un dolore grande,
quanto grande è il mondo.

E la campana s’è azzittita,
mentre la Croce s’è alzata sopra il vento.
E aprile abbraccia il vento,
e il vento quella Croce
che s’alza ancora,
e ancora…
E forse, Lui,
nell’ultimo respiro,
mi sorride.

*****
MARINETTA


Devo raccogliere…

Devo raccogliere un po’ di forze.
Devo trovarle,
per stringerti forte tra le braccia,
perché tu ne hai diritto,
perché te lo devo
e non posso fermarmi a ricordare.
Il ricordo è sempre ingiusto,
il ricordo ti lascia spesso solo un sapore amaro.
E’ cattivo.

L’ho coperto di risate,di lunghi film alla TV,

film che parlano d’amore,
l’ho coperto seppellito,
stordito di musica dolcissima.
Lui è cattivo.
E mi sfianca,
ed eclissa il sole della vita.
Ma io ,
devo trovare ancora forze,
per stringerti forte sul mio cuore.
Forse era solo un film,
un film banale e muto.
E’ meglio questa pioggia
te lo giuro.
Devo trovare,
devo trovare ancora
la forza dell’amore,
la forza,
di stringerti sul cuore.

*****
MARINETTA

Donne sole

Donne sole,
che camminano tra le stagioni,
le vetrine e i parrucchieri.

Donne sole,
chine sopra un libro
in cui credono un po’ di più
di quanto a volte tu sapresti fare;
donne sole,
che insieme ad una frase
ci mettono anche il cuore,
che stranamente,
a volte non si vede
tanto è coperto bene,
da un seno bianco e profumato.

Donne sole,
con le mani sempre piene
di sacchetti della spesa
e manine piccoline,
che non si staccano nemmeno,
quando ormai c’è il sonno pieno
di notti fredde
e pioggia sopra i vetri.

Donne sole,
tra la gente.
Donne sole,
con in mente la carriera , e poi ,
là , lontano lontano ,
c’è il pensiero di quel figlio
che forse non ce la farà,
a piangere
il grido della vita.

Donne sole ,
con in mano un telefono
che spesso è muto;
donne sole…
A ridere tra loro,
a raccontarsi di tragedie inesistenti
e di bucati poi da fare;
ridono tra loro,
mentre controllano un rossetto
un po’ vivace;
donne sole,
pettinate e spettinate.

Donne sole,
che camminano coi nipoti nei giardini,
sole , sole …
Ricordando un’altalena appesa a un ramo.

Donne sole,
sempre innamorate…
Chine sopra un libro,
con la voglia di capire,
di non fermarsi mai.
Donne sole,
con la penna che si ferma,
ancora , sopra un foglio
e dentro ad un pensiero.

***

Marinetta  - 2004
 
Piego…

Piego i pensieri e i sogni
insieme ai vestiti,
come ogni sera.
C’è un profumo di mirra
e vaniglia,
l’ho messo là
a dormire col maglione
forse fuori moda.
E’ una sera piccola
e insignificante
e il mondo è così grande,
meraviglioso,
con tutti i colori
che ho davanti
qua, tra le mie dita,
matite colorate…
E nasce un fiore.
Il vento è forte e freddo
questa sera
e sento ancora
la vaniglia che m’avvolge.

Il fumo mi confonde
e fa buona compagnia.
Un veleno tra i milioni
di castighi,
che l’uomo sceglie e confeziona.
…Fa buona compagnia.

E’ una sera piccola,
senza grandi aspettative.
C’è una sola,
è lì che dorme nel lettino
mentre stringe l’avvenire
e il cuore mio,
che non sa parlare.

Dalle matite colorate,
è nato un fiore.
Domattina avrà un’altra luce.

E’ una sera…
Una qualunque.
L’ultimo profumo,
l’ultimo pensiero.
Vaniglia e mirra,
per andare più lontano.
Affido ai sogni
nuova vita.
Affido al sogno, la mia vita.

Dormi piccolina…
I sogni si mescolano
e vivono nel buio.

*****

Marinetta  2004


L’estate…


L’estate è tra le dita,
come la sabbia scura,
che piano lascio ricadere.
Come in un gioco che rilassa,
la tocchi,
la stringi dentro al pugno,
e poi la lasci ricadere.
E intanto,
mentre ricade,
piano,
la bella sabbia scura,
sorrido e sogno tra le dita,
la vita mia da stringere,
da amare ancora.
Ogni granello
una speranza,
e forse di più.
L’estate è tra le dita…
Sorrido e tuffo gli occhi
nel tramonto.
Fa compagnia anche stasera
il pensare a te…
L’estate,
nel gioco di colori,e il mare
che non tace…
E’ sabbia ancora
tra le dita,
in un gioco che rilassa.
Un sorriso
che nessuno vede,
quando ritorno, te lo racconto,
te lo regalo.
Ed ecco ora,
sembra che per un secondo solo, sì ,
un istante,
sono felice.

***
2004 – M



A mia madre

Ti penso
e mi guardo in quello specchio.
Anche se non voglio,
come potrei
non vedere l’altra parte,
l’altra metà di me.

Ma tu eri bellissima.

In  me non ti vedevi,
né io in te.
Però, sei tu.

I nostri litigi.
Fanno male adesso.
Quella rosa di velluto
ha le spine…
Ma tu sorridi sempre.

Sono stata il primo dolore,
t’avevo tolto tanto.
Com’era!?
Com’è stato!?
Tu mi hai dato tanto.
Dato quel che sono.

Non m’hai accarezzato mai,
e ora,
aspetti ogni volta
il bacio mio.
Ed io,
io più di te.

E quella rosa, parla di me.

Tra noi,
c’è sempre quel silenzio.
Ora l’ho accettato.
E’ bellissima la rosa.
So che sei contenta,
ma non lo dirai mai.

Ora l’ho accettato.
Ciao, bellissima signora,
ti lascio davanti alla TV.

Non piangere per me,
è già tanto il dolore che t’ho dato.

Sì , un bacio.
So che sei contenta.
Ciao,
bellissima signora.

*******

26 Febbraio 2004









Ed è…

Ed è sul far della sera,
con il sole rosso
appeso lì,
dietro quel castello
sopra il colle verde,
che mi entra dentro all’anima,
il pensiero più struggente…
Quell’essere lontani,
divisi da due vite
ormai già costruite.
Il pensiero di te,
che siedi e che sorridi,
tra mura che hai impregnato
d’affetto e sogni tuoi.

Ed è sul far della sera,
che più forte,
arrivano i pensieri,
mentre il campanile
rintocca l’ora della cena;
sul far della sera
che sorrido stancamente,
mentre giro le spalle al sole…
E lui è sempre là,
dietro quel castello,
m’accompagna verso casa,
poi,
sarà già buio.

***
Luglio 2004  -    Marinetta




Gocce…



E’ passato il giorno del tuo compleanno.
Son passate le stagioni più fredde,
piene di colori,
e poi di neve.
E’ passato l’inverno triste e magico
con il suo candore e i tappi di spumante andati persi.
E’ passato…


L’inverno sembra una canzone fuori moda
ormai.

E’ passato un po’ di tempo,
non so se c’ero,
non tutti i giorni c’ero dentro alle emozioni.
Ma se l’emozione
è anche un pianto che non vedi,
allora, sì , io c’ero.

C’ero e ci sono
 perché il tempo non risparmia mai a nessuno,
né un inverno,
né un nuovo compleanno.
Né una lacrima,
né una stella,
né una mano da stringere.
Né un abbraccio tenero,
e neppure una voce lontana.

Quanto tempo!
Quanto di mio
 ho messo dall’alba al tramonto
d’ogni giorno.

Quanta vita , amore mio.

Camici bianchi
e corpi tra le mani.
Poche parole,
è passata una vita,
non ne conosco il nome.
Poche parole o forse troppe…

Ti ho raccontato gocce di tempo;
quello che va
e non si ferma mai.

E’ passato il giorno del tuo compleanno.

Gocce di tempo amore mio.

Fanne tesoro,
anche quando sono un po’ amare e sanno di sale.

***
M -2004



Il silenzio di mio padre

Il  silenzio di mio padre.
Come allora,
quando non riuscivo
nemmeno a piangere,
non volevo.
Lo sfidavo con gli occhi,
e mi nascondevo
dietro la prima sigaretta.
Quel silenzio,
il suo silenzio fra noi,
fa male più di allora.

Soffri più di allora,
perché ora,
sono una donna
e non più la tua bambina.

Il silenzio di mio padre…

Chissà se di nascosto, piangi come me,
adesso.

Domani,
ti appoggerò un bacio sulla guancia.
Domani.

E mi prendo il tuo silenzio,
forse, chi lo sa ,
anche quello mi ha aiutato a crescere.

Sei tu.

Fa un po’ male.
Lo lascio lì,
nel mio profondo.

Domani,
sulla guancia,
ti appoggerò un bacio.


***

Marinetta -2004




Insegnarti…

Insegnarti l’amore,
a te,
che sei già amore.

Insegnarti a leggere
nel cuore,
mio piccolo tesoro,
io,
maestra del niente,
dei dubbi,
delle incertezze,
io,
che ho rincorso…
E corso per tutta la vita.

Insegnartelo…
Ma come potrei!

Tu sei già amore.
Quello perfetto,
quello innocente
e che può far del male
senza saperlo.

Insegnarti…
A leggere nel cuore,
sempre.
Io,
io che non so leggere,
io,
che da sempre e per sempre
t’ho chiamata e sentita…
L’amore mio.

***
Marinetta


L’albero di Natale

Quell’albero di Natale,
quelle luci bellissime,
quest’anno non so come
si accendono all’unisono.

Son stata brava!

Quegli angeli di vetro,
e l’altro ancor più bello,
che forse ci assomiglia
tanto a Gabriele,
con il viso dipinto
e dolce, tenero come un bambino;
loro, dai rami ti rallegrano
gli occhi amore mio.

Ma non basterà.

Non basterà per questo Natale
e io lo so.
Lo so solo io,
che sono la Maria
che allatta e si ciba nel silenzio
di ogni tuo sospiro, io ,
che son quella con i peccati ,
e che non porta il manto azzurro , io ,
che t’avrei fatto nascere dovunque,
tanto ti volevo.
Più lo guardo ,
e credo , che davvero rassomiglia assai,
a quel Gabriele…
E’ dolcissimo.

Ti sei già addormentata;
m’aspettavo il tuo applauso
per l’opera compiuta.

Fa nulla ,amore…
Le lascio accese queste luci,
sembra diano calore.
Le lascio accese.

Ma…
Lo so, non basterà,
per questo Natale.
Però , un sorriso ,
me lo regalerai domattina,
lo so,
perché è bellissimo davvero
il tuo albero piccina.
Ed  io,
ringrazierò il mio angelo,
per il tuo
bellissimo sorriso.

***


Marinetta – 2004      

 A   Manuela                                   



L’amore ...

L’amore vuole le sue strade,
anche quando è fatto di vento.

L’amore,
vuole sentire i sorrisi e le mani,
e vuole un mare grande,
da guardare in due.

L’amore vuole il tempo,
vuole le stagioni,
anche quelle più fredde
per bagnarsi
e scaldarsi con un fuoco vivo.
Vuole tempo
e voli di gabbiani;
vuole le sue strade…

L’amore non si può nascondere,
non troverebbe mai
un posto per celarsi e rimanere lì,
non visto e silenzioso;
l’amore non si può nascondere
L’amore vuole il tempo,
e strade sconosciute,
per camminare e crescere.
L’amore , come un bambino,
vuole tempo e pazienza

L’amore,
che a volte sembra solo una parola,
vuole tempo infinito,
e vuole la tua vita.

***
Marinetta 2004


La maschera

La maschera…
La mia
è quella di un clown.
Quante volte la metto.
Ha un sorriso sincero,
e colori di festa,
c’è ogni mattina,
e si incolla da sola,
sul viso mai bello,
al suono di un bip.
La mia,
è bellissima,
bianca,
mai fuori moda
…Come quella di un clown.
L’arena,
la pista e il telone
son senza perimetro,
io,
protagonista o nessuno
io,
con gli occhi troppo profondi,
e mi piace, anche dietro gli occhiali,
mi piace
che tu non veda il colore.
Il clown,
ha un camice bianco
e mani attente a giocare,
e vince , tra grigi e contrasti.
Un clown,
per farti felice,
e mi piace così,
per scelta e per forza.
Ho bisogno
che colori e giuste parole,
nascano ancora
nei silenziosi mattini.
Ho bisogno
di tenermi per me,
quel cuore un po’ matto
che rimane dentro e sotto
il camice bianco.
Al suono di un bip,
muore un po’ il clown,
e sotto la pioggia rimane nascosta,
insignificante…
Una mano gelata,
che stringe la tua piccolina.
Insignificante…
Solo tu  lo sai ,
era lo stesso sorriso,
quello che nasce
al suono di un bip.

***
Marinetta - 2004



*****

Uno sbatter  d’ali,
mentre il becco
si tuffa in una piccola
pozza d’acqua.

E poi,
il volo,
libero…

Incantata,
lassù, mi perdo…


Forse anch’io
sto cercando le mie ali.

***
Marinetta - 2004

 

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