La poesia è il salvagente cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.

Kahlil Gibran

POESIE del 2005


Fermare il tempo

 

Poter fermare il tempo, ora…

Con la tua mano appoggiata
sul mio viso.
Dolcissima carezza.
L’incanto di un attimo
di infinita tenerezza,
che vorrei mi accompagnasse sempre,
per il resto dei miei giorni.
Poter fermare il tempo, ora…

Per sempre
rimanere incatenata
a un gesto semplice,
sognato mille volte
e sorriderti
ancora e ancora,
con l’animo leggero
come quello di un bambino.

Fermare il tempo…
Ora,
che la tua mano
è un soffio di vento caldo
sul mio viso,
ora…
E…Stranamente…
L’inverno,
è solo una parola.

***
Marinetta

 

 

 

Ali di stracci


Un’ala mi copre,
un’ala di vento…
Forse quella di un angelo,
o solo gli stracci
del tempo perduto.

Mi copre,
mi riscalda
e io torno bambina.
E sento parole,
antiche spezzate,
nenie di quel dialetto tuo,
che correva con me
tra vicoli stretti
di un paesello che ora,
dorme lì,
a un passo dalla mia mano.
E torno bambina,
e canto il dialetto
a me caro,
e corro felice, avanti a te
che chiamavi galline
e pulcini
a raccolta,
nei pomeriggi d’estate,
mentre piano
un sole caldissimo,
scendeva a baciare
un po’ il mare.
Un’ala di vento,
gli stracci del tempo.
Riscaldano sai,
e non sai quanto,
ora, che più mi mancate, ora
che quella bambina
così amata,
non ce la fa a crescer per bene.
Ali,
del tempo,
di un angelo nero.
Sempre così,
tutto di nero.
Solo il sorriso,
era caldo e vivo
e dolcissimo
come mai , forse mai più,
ho ritrovato.
Parole in dialetto,
giochi felici,
e gatti e galline…
Ali di stracci.
Neri, leggeri,
pieni d’amore.

Mi chiudo su me,
come feto nel ventre,
a cercar di sentire
ancora,
quel fruscio
d’ali di stracci.

*****

Marinetta –settembre 2005





Disegnare le nuvole…


Disegnare le nuvole,
ma non m’appartiene
tanta abilità.
Però nel cuore le ho fermate tutte,
tutte…
Cirri rosa e nuvoloni immensi.
Ali d’angelo
che vanno si nascondono
e tornano più grandi
e scure…
Oh, disegnare le nuvole,
desiderio antico.
Bellissime e lontane.
Chi lo sa,
magari dentro c’è un po’ di Paradiso,
o un triste Purgatorio.
L’andare dei pensieri,
e tu sei già qui.
Stavo dicendo grazie.
Sono sulla terra,
mentre lassù,
lontana
è passata una farfalla bianca.

*****
MARINETTA



Forse…


Forse ho mentito,
dicendoti che l’autunno
è una bella stagione.
Eppure…
Colori caldi,
comunque vivi nel loro appassire,
mi lasciano attonita
e rubano il mio sguardo
chiudendolo tra rami bagnati,
coperti di giallo
e rossicce sfumature.
Eppure…
Doveva essere la nostra bella stagione.
L’umido della terra,
la pioggia e i funghi,
la nostra montagna.
Sembra tutto così triste.
Eppure…
Nei nostri silenzi
un po’ di stanchezza,
voglia di andare.

Non mentivo amore mio.
Credo nei sogni,
l’unica colpa se vuoi…
Eppure…

I pensieri non fanno rumore.
Passeggiano sotto la pioggia.
Ti respiro,
come respiro questa nebbia.
Forse è abbastanza
per oggi.
Non mentivo amore mio.
Credo nei sogni…
***

Marinetta – ottobre 2005


Mare

Il tuo cantare
e note e movimenti,
accompagnati
dal vento caldo e  forte.
Le onde bianche a lambire le caviglie e
le mie gambe.

Vado lontano.

Sei sempre grande,
misterioso;
mi incanto,
innamorata.
Ancora,
come ti conoscessi oggi.
Il sole se n’è andato a riposare
dietro un nuvolone
che ti ha colorato
di un azzurrino grigio.

Le onde bianche
a lambire le caviglie…

Ed io mi perdo
e bacio ogni tua goccia.
Come la più tenera delle amanti,
mi prendo ogni sentire
e ancora le labbra mie
sulla più piccola tua goccia.

***


MARINETTA



La voce dei sogni

E lui le disse :

…Fammi vivere lo stesso risveglio
guardando lo stesso sole
dalla stessa finestra…

Fammi ammirare
lo stesso tramonto
e lo stesso albeggiare…

Fammi provare lo stesso calore
davanti allo stesso camino…

E lei ,
sentì …
La voce dei suoi sogni.

***

Marinetta – marzo 2005




Due parole

Ora devo dirlo ,
in due parole,
se si può…
Ma devo dirlo,
solo per far finta
di buttarlo via dal cuore…
Solo per far finta.
Devo dirlo
in due parole,
questo dolore grande,
la mia sconfitta.
E così  te lo racconto…
Era grande ,
era importante,
era il sogno che cullavo,
che costruivo, con il viso tra le mani,
mentre guardavo il cielo immenso,
là, fuori dalla stanza,
con un libro di filosofia
che aspettava lì paziente,
appoggiato sulla scrivania.
Ecco cos’era…
Solo in due parole.
Non so se capirai.
Era tutto,
era il pane e il vino,
il giorno e la notte,
era un mare grande.
In due parole…
Doveva esser la mia vita.
Ma la vita vera è questa,
questa , che ora è diventata
un dolore grande e amaro.
Non so se capirai.
L’ho detto così,
in due parole…
E  faccio finta,
di buttarlo via dal cuore.
*****

MARINETTA



… Sulle tue labbra

Quando i sogni
divengono
anche semplici gesti comuni,
quando la vita fa paura,
penso sempre al giorno
in cui hai messo la tua mano nella mia:
proprio lì,
in un miracolo taciuto,
due rette parallele
si sono intersecate,
fuori dal tempo
e dalla gravità.

E in quest’ottobre fresco,
in ogni goccia di questa strana pioggia,
che forma figure, come  ricami,
scivolando su vetri
di finestre,
c’è la tua pelle liscia,
quell’odore di cornetti alla crema,
di fumo
e d’infinito
che mi risoffia sulle tue labbra,
labbra morbide,
dove appoggio
le mie dita
accarezzando il tuo respiro
e la mia stessa vita.

***
Marinetta - 2005





***

Ancora…

E’ l’ultima parola,
per stasera.
Vorrei tirarla un po’ più a lungo,
ma la sigaretta
s’è già spenta tra le dita.

Ho mangiato perfino il cioccolato…
Ma non basta a riempire
questo vuoto.

Ancora…
L’ultima parola.

Vorrei fosse buongiorno,
significherebbe
averti respirato nel silenzio della notte.

Vorrei fosse buonanotte,
ora,
e significherebbe
stringerti forte
illuminando il buio.

L’ultima parola…
Quello che non dico,
perché sto sorridendo,
mentre il sogno è un bacio piccolo
sulle labbra tue lontane.

*****
Marinetta  - marzo 2005



Due rette spezzate

E tutto il tempo
non sarà mai abbastanza,
troppo…
Troppo tempo è già passato.
Ha diviso due vite,
ha camminato per strade diverse.
Due rette parallele,
ora, spezzate e…
Lì il punto d’incontro.
Geometria e contrasti.


Tutto il tempo, quello che resta,
non sarà mai abbastanza.

Ti amo.

Amore.

E la vita si è chiusa in un punto,
quel punto in cui,
due rette spezzate,
si sono incontrate.
Troppo tempo è già passato…
Non sarà mai polvere
e non sarà mai oro,
sarà la vita,
quella che ora respira
e che ha sogni e sangue.

Un po’ mia, un po’ tua,
e poi…
Quel punto d’incontro.
Quanto tempo è passato,
e tu non c’eri.

Io…
Non ti chiedo poi tanto,
non voglio e non posso…

Ho paura.
Non ti chiedo poi tanto!
Dammi la mano.
Andiamo se vuoi…
Chissà ,
forse c’è ancora la strada
oltre il punto,
quel punto d’incontro
di due rette spezzate.

***


MARINETTA







Tu…

Le convenzioni,
il tempo che ci cambia,
tu , tu hai un altro sapore.
Ho ricordi e vita e tante parole…
Dolore.
Ho lei , lei che si stringe forte a me,
quando c’è un temporale…
Ma tu , tu sei un altro pensiero.
Tu , che m’accompagni
con una dolcezza che non conoscevo,
tu , che sempre e nonostante
accendi gli occhi d’un sorriso.

Tu che m’ascolti e accetti
il pianto che vorrei frenare ,
tu …
Così paziente , stai soffrendo,
tra convenzioni e conti da rifare,
tra silenzi e sere solitarie ,
insonni.
Le uniche luci  che le accendono,
son quelle di una radiosveglia.

Ogni sera , la mia preghiera ,
sempre la stessa …
Mio Dio , mio Dio ,
fa’ che non soffra …

E tu , ad ogni mattino ,
tu , hai un altro sapore.
E’ un altro sentire.

Le convenzioni , il tempo che ci cambia ,
e voglia ancora
d’un attimo di tenerezza.
Lei , lei …
Dovrò chiederle scusa ,
e mi ripeto ,
un giorno capirà.

Tu , ancora , come adesso ,
tra sogno e realtà …
E’ per te questo pensiero ,
e spero ,
ti raggiunga in fretta.

***
MARINETTA







PER TUTTE QUELLE VOLTE…

Per le volte che i miei occhi
ti sembreranno sconosciuti,
per volte
che non sarò
quella nostra canzone,
che non sarò più musica,

per le volte
che ti sentirai straniero
tra le mie braccia,
per le volte
che non ce la farai,
che ti sentirai stanco
e senza cuore,
per le volte che ti sembrerà
che io non abbia capito,
per tutte quelle volte
che mi chiamerai “stanca quotidianità”,
per tutti i giorni in cui dimenticherai
che il cielo è blu sopra le nuvole,
per tutte quelle volte amore mio,
ti lascio il mio silenzio,
una lacrima piccola e vera,
ti lascio un sorriso allegro,
ti lascio…
Una carezza.
Ti lascio me stessa,
così come sono,
con l’amore immenso
che sarà sempre,
presente,
vivo,
ogni volta
e per tutte quelle volte.

***

Marinetta - 2005










Sì...
Eh sì,
ti cullo
come si culla un bambino,
come si culla il domani.
Sorrido,
sorrido ancora
con te stretto tra le braccia
come si stringe, forte,
l'avvenire più bello...
Il sogno.
Pensare al futuro,
angoscia e paura,
ma poi,
il coraggio di rischiare
di credere ancora
e sorriderti,
mentre ti stringo
un po' di più...
Che dolcezza!
Tu,
il mio domani,
il mio domani...
Ti amo,
e ancora assaporo l'intenso
sentire
di queste parole,
mai dette e pensate.
Ti amo...
Ancora, ti prego,
lasciamelo dire...
Lascialo dire al sole
che è...
Il nostro domani.
*****

Marinetta  - marzo 2005


*****

Ti abbraccio,
ma tu,
non vuoi nessun abbraccio.

Il fuoco si spegne
se la fiamma
si appoggia sul ghiaccio.

Il dolore e il ricordo
fanno morire.
E’ successo.

Ho perso il respiro.

Ma tu,
non le vuoi le mie braccia.
Non ora.

Una lacrima
sta andando giù,
verso il fiume,
arriverà al mare.
A volte sogno
di andarci a morire,
laggiù,
in un blu
che è solo cielo bagnato.

Come me, ora,
vicino e sopra di te,
il tuo cielo bagnato.

Aspetterò,
nel silenzio di  valli
e notti di rugiada,
io ,
ti aspetterò,
con tutto l’amore,
col bene e le speranze,
che gonfiano il cuore e…
Per te,
lo fanno tremare.

***

Marinetta - 2005


Notte

Il sonno non arriva,
così,
ti giri e rigiri
tra i rumori della notte,
quelli che senti solo tu.

Lo scricchiolare di un vecchio mobile,
fa più rumore
di uno stereo acceso.

Così…
Ti giri e rigiri,
pensando a troppe cose,
cercando di immaginare
il suo respiro,
quel suo respiro mentre dorme.

E…Ancora,
troppi rumori,
quelli che nessuno sente.
Quelli che ti fanno camminare
mentre sei distesa,
e ti fan giocare con le ombre
sopra una parete
che sembra più gigante
di uno schermo.
Così,
la notte è un po’ più lunga,
succede…
Quando il cuore
non ce la fa da solo,
a dirsi buonanotte
e lo gridi a voce bassa…
Mi manchi,
Dio come mi manchi.

E la notte è un po’ più lunga,
e le mani un po’ più fredde e…
Forte è, quel desiderio
di vederti, adesso,
ora,
infrangendo
le ombre e le pareti.
I cani non abbaiano più,
giù nella strada,
t’hanno lasciato sola,
mentre, piano…
Cammini ancora tra i pensieri.
Mentre…Piano…
Scivoli sotto un lenzuolo,
ricamato di …Speranza
e qualche sogno in più.

E… Piano..
La notte, scivola…
Tra un po’ sarà luce nuova.

***

MARINETTA


Pensieri

Mi addolora pensare
che potresti dimenticare
la poesia della vita.
Dimenticare,
la vita nella mia poesia.

Se penso che le mie ali bruciacchiate
un giorno , potrebbero non farti più volare,
mi fa male.

Non so se questa è l’ultima partita…
Ma vorrei vincerla , vincere e sorridere
con scherno, a quelli che stanno a guardarmi,
da dietro le spalle.

Sto dando spazio e colore
a tutti i sogni che mi son rimasti,
perché voglio farli volare,
voglio che abbiano quell’anima
un po’ fanciulla , tenera …
Perché voglio che parlino,
voglio che urlino …

Loro , che son stati sempre in silenzio…


Colgo vibrazioni che vanno troppo oltre
ogni sentire ,
è il danno e la Croce
di quel che io sono.

Oggi manca l’inchiostro per il dire,
così lascio tristezze ed incertezze
dentro questa stanza troppo vuota.

Eppure , mi addolora ,
pensare che potresti dimenticare
la poesia della mia vita.

***
Marinetta - 2005


Ti ho visto…


Ti ho visto piangere,
come piangono le donne,
quando son troppo stanche e sole.
Ti ho visto piangere,
piangevi insieme a me.

La porta era chiusa.
Potevi dirlo solo a me,
quel dolore,
che raccontato
non è abbastanza rosso,
o nero.

Non è abbastanza,
raccontato.

Ti ho visto piangere…
E le lacrime
erano pioggia
sulla terra nera e arida.
Va bene così.


Ho riaperto la porta,
sei andata per la strada tua.
Il dolore raccontato,
ora , è un poco mio.
Mi chiedevi solo questo,
e questo ti ho dato.

Ora,
la strada è buia,
stretta ,
nuova e… tua.

*****



MARINETTA



Un giorno d’estate

Il calabrone baciò il fiore
con poca dolcezza,
ma lui si inchinò
offrendogli vita e amore.

L’intreccio del donare e prendere.
La vita si riscalda e mette ali di fuoco.

Tutt’intorno il silenzio
grande e magico
della mia montagna
in un giorno d’estate.
Un giorno di giugno
caldo e colorato
e pieno di rumori vivi.

Un girotondo di farfalle
e accanto a me il tuo respiro,
in un pomeriggio tutto nostro.

La vita si riscalda
e mette ali di fuoco.

Sorrido e ti guardo
ascoltando il tuo respiro
e guardandoti
sto sperando amore mio,
che nel tuo sogno,
adesso, ci son io…
Io , che piano mi confondo,
mentre ti accarezzo,
insieme al sole caldo
di un giorno d’ estate.

***
MARINETTA

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