un ringraziamento a Tomaso
... per te
La poesia è il salvagente cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.
Kahlil Gibran
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.
Kahlil Gibran
mercoledì 30 maggio 2012
lunedì 28 maggio 2012
La fanciullezza
Dio quanti ricordi ...
Com ' eravamo belli ... tutti : )
1969 - terza elementare ...
La bimba indicata dalla freccia sono io. La signorina Benevento , la nostra maestra e il direttore didattico Fatica ... adesso si chiamerebbe Dirigente scolastico : )
Scuola elementare DE CAPOA - plesso S. Leonardo - terzo circolo se non ricordo male
Me li ricordo tutti quei visi di bambini ...
Di qualcuno però ho dimenticato il nome ... Eravamo in tanti : )
Qualcuno/a lo incontro ancora per strada ... E qualcuno ... purtroppo è già volato via ...
Il mio sorriso era sereno ... felice ...
Così come deve essere un bambino : )
Se qualcuno che passa di qui si riconosce in questa foto , mi contatti ...
sarebbe una grande gioia
Marinetta
Pomeriggio d’autunno
Tra foglie ingiallite
e gocce di pioggia,
tra colori sfumati
dall’ocra al verde un po’ cupo,
tra fruscii silenziosi
e respiri vicini,
tra labbra che chiedono
e pensieri annullati…
…
Tra noi , né veli,
né parole stupide e inutili…
Tra foglie e gocce di pioggia
in un bosco mai visitato,
tra foglie e respiri,
le mani hanno alzato sipari
che coprivano pesanti
quell’unica,
incontenibile,
voglia di amarsi.
Genuina,
pulita,
colorata,
silenziosa
…
Bagnata…
Come foglie di un bosco
che si è colorato di autunno.
E mai , il cielo
fu più sereno,
in un umido pomeriggio d’autunno,
come quello che ci ha visto
vicini , nell’anima,
che non osa pensare,
a quanto immenso e incredibile…
Potertelo dire…
Che sei tutto questo,
in un meraviglioso
pomeriggio, bagnato ,
d’autunno.
***
Marinetta
2004
Alla persona speciale che è nella mia vita …
Spero tu possa tornare a leggerla anche qui
venerdì 25 maggio 2012
Invento
Così mi invento
quel qualcosa di più
quando le tue braccia
non sono il mio mare.
Bagno ogni pensiero
con gocce salate
e schiuma bianca diventa
ogni piccolo sentire
chiuso nei più profondi abissi
Invento un po’ di più…
Come il fragore delle onde d’inverno,
ti sommergono le emozioni.
Invento …
Colorando di verde
i viali che non mi fai percorrere
con la mia mano stretta nella tua.
E credo ad invenzioni della mente
alle speranze
che non posso far morire,
ai giorni nuovi
che sono quadri naif
pieni di colori.
Invento amando
e con amore
torno ad amarti
Seppellendo egoismi
…mi fermo silenziosa…
Ed è ancora emozione
Invenzioni della mente
Invento per amore
…Con amore
… E … solo
Per amarti.
*****
Marinetta - 2009
giovedì 24 maggio 2012
Come voli di rondini
Scolpisci voli
come rondini nere
solo pensieri
*
solo pensieri
parabole , intrecci
tuffi nel vento
*
vento fresco
estate di casa mia
copro le spalle…
*
Guardo lontano
ancora pensieri
chiusi tra ciglia
*
rondini, vento
riflessi di luce
appoggiati
*
appoggiati
sui campi dorati,
sono là…
*
Sono là
a sentirmi bambina
cuore di miele
*
cuore di miele
fame di tenerezza
tocco la pelle
*
calmo respiro
piano sfioro di nuovo
pelle di vento
*
copro le spalle
sola la rondine
rincasa con me
*****
Marinetta
2011
lunedì 21 maggio 2012
haiku per un angelo
Come te
viveva con i sogni
e i suoi libri
*
Come te
sorrisi puliti
diari da riempire
*
Come te
jeans e zainetto
musica nuova
*
Come te
tempo al futuro
ali ai piedi
*
Come me…
Penso a una madre
cuore si stringe
*
Bambina
in un cielo lontano
prego per una…
Carezza
***
Marinetta
Ciao Melissa!
venerdì 18 maggio 2012
Signore, ho il tempo -- di Michel Quoist
Sono uscito, Signore,
fuori la gente usciva.
Camminavano e correvano tutti.
Correvano per non perdere tempo,
correvano dietro al tempo,
per riprendere il tempo,
per guadagnare tempo!...
"Arrivederci, signore, scusi,
non ho il tempo.
Ripasserò, non posso attendere,
non ho il tempo.
Termino questa lettera perché
non ho il tempo.
Avrei voluto aiutarla,
ma non ho il tempo.
Non posso accettare,
per mancanza di tempo.
Non posso riflettere, leggere,
sono sovraccarico,
non ho il tempo".
Vorrei pregare, ma non ho il tempo.
Tu comprendi, Signore,
non ho il tempo.
Lo studente, ha il suo studio
e tanto lavoro,
non ha tempo... più tardi...
Il giovane fa dello sport,
non ha tempo... più tardi...
Lo sposo novello
deve arredare la casa,
non ha tempo... più tardi...
I genitori hanno i bambini,
non hanno tempo... più tardi...
I nonni hanno i nipotini,
non hanno tempo... più tardi...
Sono malati! Hanno le loro cure,
non hanno tempo... più tardi...
Sono moribondi, non hanno...
troppo tardi!...
non hanno più tempo!...
Così gli uomini corrono tutti
dietro al tempo, o Signore,
passano sulla terra correndo,
frettolosi, precipitosi,
sovraccarichi, impetuosi, avventati...
e non arrivano mai a tutto,
manca loro il tempo,
nonostante ogni sforzo,
manca loro il tempo,
anzi manca loro molto tempo.
Signore, Tu hai dovuto fare
un errore di calcolo.
V'è un errore generale:
le ore sono troppo brevi,
i giorni sono troppo brevi,
le vite sono troppo brevi!
Tu, che sei fuori del tempo,
sorridi, o Signore,
nel vederci lottare con esso,
e Tu sai quello che fai!
Tu non Ti sbagli quando distribuisci
il tempo agli uomini:
doni a ciascuno il tempo di fare…
Ma non bisogna perdere tempo,
sprecare tempo,
ammazzare il tempo.
Perché il tempo
è un regalo,
ma un regalo deteriorabile,
un regalo che non si conserva.
Signore, ho tempo,
ho tutto il tempo mio,
tutto il tempo che Tu mi dai:
gli anni della mia vita,
le giornate dei miei anni,
le ore delle mie giornate,
sono tutti miei.
A me spetta riempirli,
serenamente, con calma,
ma riempirli tutti…
fuori la gente usciva.
Camminavano e correvano tutti.
Correvano per non perdere tempo,
correvano dietro al tempo,
per riprendere il tempo,
per guadagnare tempo!...
"Arrivederci, signore, scusi,
non ho il tempo.
Ripasserò, non posso attendere,
non ho il tempo.
Termino questa lettera perché
non ho il tempo.
Avrei voluto aiutarla,
ma non ho il tempo.
Non posso accettare,
per mancanza di tempo.
Non posso riflettere, leggere,
sono sovraccarico,
non ho il tempo".
Vorrei pregare, ma non ho il tempo.
Tu comprendi, Signore,
non ho il tempo.
Lo studente, ha il suo studio
e tanto lavoro,
non ha tempo... più tardi...
Il giovane fa dello sport,
non ha tempo... più tardi...
Lo sposo novello
deve arredare la casa,
non ha tempo... più tardi...
I genitori hanno i bambini,
non hanno tempo... più tardi...
I nonni hanno i nipotini,
non hanno tempo... più tardi...
Sono malati! Hanno le loro cure,
non hanno tempo... più tardi...
Sono moribondi, non hanno...
troppo tardi!...
non hanno più tempo!...
Così gli uomini corrono tutti
dietro al tempo, o Signore,
passano sulla terra correndo,
frettolosi, precipitosi,
sovraccarichi, impetuosi, avventati...
e non arrivano mai a tutto,
manca loro il tempo,
nonostante ogni sforzo,
manca loro il tempo,
anzi manca loro molto tempo.
Signore, Tu hai dovuto fare
un errore di calcolo.
V'è un errore generale:
le ore sono troppo brevi,
i giorni sono troppo brevi,
le vite sono troppo brevi!
Tu, che sei fuori del tempo,
sorridi, o Signore,
nel vederci lottare con esso,
e Tu sai quello che fai!
Tu non Ti sbagli quando distribuisci
il tempo agli uomini:
doni a ciascuno il tempo di fare…
Ma non bisogna perdere tempo,
sprecare tempo,
ammazzare il tempo.
Perché il tempo
è un regalo,
ma un regalo deteriorabile,
un regalo che non si conserva.
Signore, ho tempo,
ho tutto il tempo mio,
tutto il tempo che Tu mi dai:
gli anni della mia vita,
le giornate dei miei anni,
le ore delle mie giornate,
sono tutti miei.
A me spetta riempirli,
serenamente, con calma,
ma riempirli tutti…
*****
mercoledì 16 maggio 2012
Haiku n° 4
Non sentir mai
noia impolverata
tempo si perde
*
Marinetta
Haiku di Carlo Bramanti
Un poeta e un ragazzo straordinario che ho avuto modo di conoscere un po' di anni fa ne : " Lo spazio che c'è in te"
*
Scrivo al tramonto
nel sollievo effimero
dell'indistinto.
*
Solitudine -
nell'amaro far nulla
imito un grillo.
http://poesia.blog.rainews24.it/2011/06/23/opere-inedite-carlo-bramanti/
Sul marciapiede
una straniera bella
siede e m'incanta.
una straniera bella
siede e m'incanta.
*
Scrivo al tramonto
nel sollievo effimero
dell'indistinto.
*
Solitudine -
nell'amaro far nulla
imito un grillo.
http://poesia.blog.rainews24.it/2011/06/23/opere-inedite-carlo-bramanti/
martedì 15 maggio 2012
Haiku n° 3
E’ oggi sai ,
piccolo dolore , ma ,
ha il suo vento
Marinetta
lunedì 14 maggio 2012
giovedì 10 maggio 2012
Haiku
Componimento poetico giapponese di 17 sillabe, distribuite in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe ciascuno
L’haiku è una brevissima poesia. Solo tre versi. Rigide le sue regole. 17 sillabe, incasellate in un preciso schema: il primo verso consta di 5 sillabe, il secondo sette, il terzo cinque. È uno stile nato dalla tradizione nipponica, la quale è nota per l’amore delle cose compatte ed asciutte, la cura dei dettagli, la ricerca dell’essenzialità.
Queste sono caratteristiche inconfondibili di questo stile poetico, ove c’è poco spazio, poco tempo. Dinanzi ad un’infinità di parole il poeta di haiku ne sceglie una soltanto, quella giusta, quella in grado di racchiudere in se stessa un’intera immagine, in grado di tessere un percorso, una scala su cui il lettore possa divagare, raggiungendo mete che vanno anche al di là del messaggio che reca il singolo haiku sotto i suoi occhi
dal Web
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1504
L’haiku è una brevissima poesia. Solo tre versi. Rigide le sue regole. 17 sillabe, incasellate in un preciso schema: il primo verso consta di 5 sillabe, il secondo sette, il terzo cinque. È uno stile nato dalla tradizione nipponica, la quale è nota per l’amore delle cose compatte ed asciutte, la cura dei dettagli, la ricerca dell’essenzialità.
Queste sono caratteristiche inconfondibili di questo stile poetico, ove c’è poco spazio, poco tempo. Dinanzi ad un’infinità di parole il poeta di haiku ne sceglie una soltanto, quella giusta, quella in grado di racchiudere in se stessa un’intera immagine, in grado di tessere un percorso, una scala su cui il lettore possa divagare, raggiungendo mete che vanno anche al di là del messaggio che reca il singolo haiku sotto i suoi occhi
dal Web
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1504
lunedì 30 aprile 2012
Ritratto
Capelli brizzolati
legati dietro la nuca
con un fermaglio stinto
a forma di rosa.
Un trucco leggero
e forse un po’ fuori moda.
Sigaretta
stretta tra piccole dita,
che nel fumo
brucia sogni
e delicati pensieri.
I sogni…
Quanti!
Copioni interi
di dialoghi da prima attrice,
tutti ingarbugliati
nelle nuvole azzurrine
che vanno pigre,
mutando la forma,
accarezzando
quei capelli brizzolati.
Mai bella…
Ma con gli occhi di bambina
a sorridere
mentre è lì
con un mondo di pensieri colorati.
Sorride.
E qualche volta
prega un Dio grande
che forse ha offeso.
Sembra un disegno,
e invece è vita pura,
è fuoco e passione.
Ma nessuno lo sa
come sei,
nessuno per davvero.
Nemmeno lui.
Lui così vicino al viso tuo,
e lontano dall’immensità
che c’è nel tuo silenzio
e nel sorriso di bambina.
L’amore grande
che gli dai,
ti basta a sopravvivere.
Forse un giorno
cambierai il fermaglio stinto,
a forma di rosa.
Lo butterai via.
Può essere importante…
O forse no.
E’ bello il tuo sorriso,
tenero e dolce.
E’ il tuo regalo per lui.
Ogni giorno.
… e piano ora la sua mano
cerca la tua …
Forse … ti stava ascoltando.
***
Marinetta - 2008
lunedì 16 aprile 2012
Alda Merini - una poetessa che amo
Io non ho bisogno di denaro
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini
mercoledì 11 aprile 2012
Il tempo che va
Di tempo ne era passato…
Abitudini consolidate .
Voglia di farcela,
dopo i mille dolori
che s’erano andati
a nascondere
in fondo all’anima
come una zavorra di piombo
in fondo
all’oceano.
Di tempo ne era passato…
Seduti sul divano
davanti alla TV ,
si tenevano per mano
come due ragazzini…
Alle spalle chilometri di istanti.
Vita.
Cercando il senso vero.
Gli occhi di lei
son troppo sinceri,
e quando alla sera
si guarda allo specchio,
qualcosa la spaventa ancora.
Quegli occhi innamorati
che la riguardano e la scrutano…
ancora e ancora.
Di tempo ne era passato
Ma qualche volta non capiva
…e tornava a martellarle il cervello.
Il laccio della paura
sembrava soffocarla.
…E la mano di lui
stringe forte la sua.
Quanto calore,
quanta tenerezza.
Qualche volta…
Abitudini e silenzi.
E’ dolce anche così.
Monotona la TV
parla di brutti fattacci…
Lui
sembra ascoltare,
o forse no!
In silenzio
tiene la piccola mano
stretta nella sua.
Tenerezza
si mescola al tempo che va.
*****
MARINETTA
2011
mercoledì 4 aprile 2012
GIOVEDI SANTO
Abbiamo camminato tanto.
Lungo il cammino
abbiam trovato tre Croci.
Sulla prima c’era scritto
“…Lo riconobbero allo spezzare
del pane”.
…Lo riconobbero …
Lo riconobbero …
Sulla seconda Croce
non c’era scritto nulla,
ma seduto ai piedi di essa
c’era un ragazzo
che cantava un canto dolce
e triste insieme.
E ad ascoltarlo,
il cuore si inteneriva,
e …Ancora e ancora un po’.
Sulla terza Croce c’era scritto:
“ Tu sei la stella del mattino,
Tu sei la nostra nostalgia.
Tu sei il cielo chiaro
che si riempie di luce
allontanando le nostre paure”.
…
Le nostre paure…
E lacrime cocenti
mi hanno punto gli occhi.
Un pianto
che parlava di paura…
Quella di vivere.
Perché …Vita,
non la puoi scrivere in un altro modo.
“ Allontanando le nostre paure…”
Così , mi son fermata .
E Vedi, io sono qui,
ai piedi della Croce…
Un segno,
un soffio…
Fammelo capire che non sei andato via…
Tu, non sei mai andato via.
Ho così tanta paura…
Io resto qui,
ai piedi della Croce,
a raccogliere nel palmo delle mani
queste lacrime cocenti
e queste mie poche parole
un po’ confuse,
aspettando che sorga
la prima stella del mattino.
***
Marinetta – aprile 2007
Lungo il cammino
abbiam trovato tre Croci.
Sulla prima c’era scritto
“…Lo riconobbero allo spezzare
del pane”.
…Lo riconobbero …
Lo riconobbero …
Sulla seconda Croce
non c’era scritto nulla,
ma seduto ai piedi di essa
c’era un ragazzo
che cantava un canto dolce
e triste insieme.
E ad ascoltarlo,
il cuore si inteneriva,
e …Ancora e ancora un po’.
Sulla terza Croce c’era scritto:
“ Tu sei la stella del mattino,
Tu sei la nostra nostalgia.
Tu sei il cielo chiaro
che si riempie di luce
allontanando le nostre paure”.
…
Le nostre paure…
E lacrime cocenti
mi hanno punto gli occhi.
Un pianto
che parlava di paura…
Quella di vivere.
Perché …Vita,
non la puoi scrivere in un altro modo.
“ Allontanando le nostre paure…”
Così , mi son fermata .
E Vedi, io sono qui,
ai piedi della Croce…
Un segno,
un soffio…
Fammelo capire che non sei andato via…
Tu, non sei mai andato via.
Ho così tanta paura…
Io resto qui,
ai piedi della Croce,
a raccogliere nel palmo delle mani
queste lacrime cocenti
e queste mie poche parole
un po’ confuse,
aspettando che sorga
la prima stella del mattino.
***
Marinetta – aprile 2007
venerdì 30 marzo 2012
Mi presento: sono il Silenzio
Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.
Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E' contrario al mio carattere schivo e riservato.
Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
Io sono un'officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l'uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati...
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle...
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.
Io sono il sentiero che conduce al paese dell'anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!
Dal vostro primo alleato
Il Silenzio
Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E' contrario al mio carattere schivo e riservato.
Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
Io sono un'officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l'uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati...
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle...
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.
Io sono il sentiero che conduce al paese dell'anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!
Dal vostro primo alleato
Il Silenzio
( di PINO PELLEGRINO )
giovedì 29 marzo 2012
mercoledì 28 marzo 2012
E ... ancora poesia - Un autore colombiano
Un giorno scriverò una poesia che non rammenti l’aria né la notte;
una poesia che ometta i nomi dei fiori, dove non ci siano né gelsomini né magnolie.
Un giorno scriverò una poesia senza uccelli né fontane, una poesia che eviti il mare
e che non guardi le stelle.
Un giorno ti scriverò una poesia che si limiti a passare le dita sulla tua pelle
e che trasformi in parole il tuo sguardo.
Senza similitudini, senza metafore, un giorno scriverò una poesia che profumi di te,
una poesia con il ritmo dei tuoi battiti, con l’intensità struggente del tuo abbraccio.
Un giorno ti scriverò una poesia, il canto della mia gioia.
DARÍO JARAMILLO AGUDELO
POEMAS DE AMOR / POESIE D’AMORE
la poesia e il dialetto
A vije du molise Quanne t'èzzicche a i vitre du penziere e fòre chiagne 'u sole, zè fa' notte, 'u sanghe te ze chàtre, siè strèniere: a vie da terre tije donde stà? Chiàne te fiè 'li cunte: dundulèje 'u tiempe ch'è pèssate 'nnanze ll'uocchie; n'gànne te zomp''u core:nàzzèchèje 'a ddore du Molise, che vuo'fa'? 'A vije du Molise è doce doce, z'èllonghe pè li munti e 'ngopp'i hiume. Ze vèdène i pèjshe fatt'è croce e 'u core z'èddècrèje, vò chèntà. Siènte 'nè vecchie voce che te chiame dù' scurdèle da fonte, da li frunne. 'U suònn'è state luònghe,'nu strèfunne, mè mò siè rémènute pè restà? Molise,Molise: siè càrde e surrise; me so''mbambalite de càlle, de fridde. Molise,Molise: siè hiure e surrise, 'stu core me vàtte, te viènghe a vèscià. | Traduzione in italiano La via del molise Quando ti accosti ai vetri del pensiero e fuori piange il sole,si fa notte il sangue ti si ghiaccia,sei straniero: la via della tua terra dove sta? Piano ti fai i conti:dondola il tempo ch'è passato innanzi agli occhi. In gola ti salta il cuore :ondeggia l'odore del Molise,che vuoi fare? La via del Molise è dolce dolce s'allunga per i monti e sopra i fiumi Si vedono i paesi fatti a croce e il cuore ti si inebria,vuol cantare Senti una vecchia voce che ti chiama dal buio della fonte,dalle fronde Il sonno è stato lungo,uno sprofondo, ma adesso sei tornato per restare? Molise Molise:sei cardo e sorriso mi sono stordito di caldo,di freddo Molise molise: sei fiore e sorriso Questo cuore mi batte, vengo a baciarti. | |
di Giose Romanelli |
Adoro la poesia in vernacolo , il dialetto ha una sua musicalità ed è il ritorno alle nostre radici.
Iscriviti a:
Post (Atom)